Come funziona una discarica di ultima generazione

La discarica è il luogo dove si depositano i rifiuti indifferenziati, i rifiuti solidi e i rifiuti prodotti dalle attività umane. In Italia, nonostante gli sforzi per incentivare e diffondere il circolo virtuoso della raccolta differenziata, molti rifiuti finiscono nelle discariche indifferenziate (oltre il 30% sul totale dei rifiuti, pari a oltre 9 milioni di tonnellate l’anno). La legge italiana prevede tre tipi di discarica:

  • Discarica per rifiuti inerti;
  • Discarica per rifiuti non pericolosi;
  • Discarica per rifiuti pericolosi come ceneri e scarti di inceneritori (quest’ultimi possono essere trattati da società specializzate in smaltimento dei rifiuti – consulta il sito www.novaecologica.it). discarica

La direttiva europea 99/31/CE indica il recupero, il compostaggio e il riciclo come strategie primarie per lo smaltimento dei rifiuti, conferendo nelle discariche la minor quantità possibile di rifiuti e, possibilmente, solo materiali a basso contenuto di carbonio organico materiali non riciclabili.

Le discariche moderne a biogas

Le discariche moderne ed ecologiche devono essere realizzate con una struttura a barriera geologica per poter isolare i rifiuti dal suolo e devono poter riutilizzare i biogas prodotti come combustibile generatore di energia. Anche una discarica progettata e costruita a regola d’arte necessita di 30 anni di osservazione post chiusura dell’impianto, anche se l’area può essere utilizzata per altri scopi. Una discarica ben gestita non produce molto inquinamento, se rispetta i criteri di progettazione, quali:

  • L’utilizzo compatibile solo con i rifiuti per cui è stata progettata (inerti, pericolosi, non pericolosi);
  • Il rispetto dei volumi di rifiuti da smaltire;
  • Controlli periodici.

La degradazione microbica dei rifiuti all’interno di una discarica produce biogas. Il processo di degradazione si compie in diverse fasi attraverso le quali la sostanza organica viene ridotta in componenti minori e infine trasformata in biogas che altro non è che metano e anidride carbonica. Il biogas è una fonte di energia rinnovabile e pulita.

Una tonnellata di rifiuti produce al termine del processo di decomposizione fino a 250 metri cubi di biogas. Una discarica gestita correttamente deve prevedere analisi settimanali sulla qualità del biogas e analisi semestrali sulle emissioni dei macchinari collegati ai gruppi elettrogeni per l’estrazione del biogas.

Come si estrae il biogas in discarica

La captazione è il termine tecnico per indicare l’estrazione del biogas che avviene tramite pozzi verticali collocati nel corpo della discarica e collegati da una rete di tubi ad un sistema di aspirazione. Gli aspiratori collocati sulla piattaforma di aspirazione servono per captare il biogas dai pozzi verticali ed inviarli alla centrale di cogenerazione e da lì condotti ai motori in grado di azionare i gruppi elettrogeni. Allo stesso modo, si estrae il percolato, un liquido che si genera in seguito ai processi di fermentazione e lascivazione all’interno della discarica. Il percolato viene estratto dai pozzi di captazione con delle pompe a immersione situate all’interno dei pozzi stessi. Ogni mese, si devono controllare i livelli di percolato estratto. Dopo l’estrazione, il percolato viene raccolto in cisterne di stoccaggio e infine conferito presso altri impianti autorizzati allo smaltimento del percolato.

Le discariche moderne sono dotate di sistemi di protezione delle falde acquifere con monitoraggio tramite pozzi piezometrici collocati lungo il perimetro della discarica.

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