Come si diventa assistente alla poltrona

Quando si entra in uno studio dentistico, come quello del Dottor Carnabuci di Roma (www.dottorcarnabuci.it qui troverete tutte le informazioni sullo studio) si viene solitamente accolti dall’assistente alla poltrona o assistente di studio odontoiatrico. Questa è una figura spesso indispensabile che collabora sia alle attività odontoiatriche, sia nello svolgimento delle pratiche amministrative. Si tratta di un professionista, che svolge un lavoro pratico e delicato allo stesso tempo: accoglie i pazienti, seguono la visita, fissano gli appuntamenti.

Quali sono le mansioni dell’assistente alla poltrona

Le mansioni di un assistente alla poltrona sono precisamente indicate nel Protocollo d’Intesa dell’ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) e firmato dalle O.O.S.S. (Organizzazioni Sindacali) il 9 gennaio 2001. Il protocollo conferisce importanza giuridica alla professione stabilendo diritti e doveri del cosiddetto A.S.O., assistente di studio odontoiatrico. Le mansioni specificate sono:

  • Gestione dei rapporti con i pazienti (dall’accoglienza al congedo);
  • Organizzazione degli appuntamenti;
  • Aggiornamento costante delle schede dei pazienti;
  • Gestione dei rapporti con i fornitori e i laboratori per gli approvvigionamenti necessari;
  • Gestione della contabilità con supporti informatici;
  • Allestimento della postazione di lavoro prima di un intervento chirurgico;
  • Assistenza al dentista durante le visite;
  • Pulizia, disinfezione e sterilizzazione degli strumenti, delle attrezzature utilizzate durante gli interventi e dell’area dello studio o sala operatoria;
  • Catalogazione del materiale radiografico di accertamento.

Quali sono i requisiti per diventare assistente alla poltrona

Per diventare assistente alla poltrona è necessaria una formazione di base, oltre che una serie di requisiti caratteriali specifici come la calma, l’atteggiamento rassicurante, la comunicabilità, la serietà unita a un certo grado di empatia, la puntualità e la precisione, l’autonomia lavorativa e una buona resistenza alla vista del sangue. Dal punto di vista della formazione, non è richiesta la laurea, ma è sufficiente:

  • Un diploma di scuola secondaria, preferibilmente a indirizzo scientifico;
  • La frequentazione di un corso di formazione professionale ASO (non obbligatorio, ma ritenuto fondamentale, nessun dentista assume senza il possesso di questo attestato)

I corsi professionali sono svolti dal pubblico o dal privato, ma sempre con autorizzazione della Regione; poiché non sono corsi sovvenzionati, i costi sono un po’ alti (tra i 2000 € e 2500 € per 1000 ore tra pratica e teoria). L’investimento nella formazione vale sempre la pena perché si ha un ritorno sicuro nel lavoro. Stando al contratto nazionale, infatti, è previsto un periodo di apprendistato di 30-35 ore settimanali (per 2 ore alla settimana) con uno stipendio iniziale di circa 500 -600 € mensili (in linea con i contratti di apprendistato) per poi passare a 900 € per i primi due anni di lavoro fino a raggiungere 1200 € o più dopo 5 anni di esperienza. Lo stipendio varia in base alle ore di lavoro e alla contrattazione con il datore di lavoro.

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