Incendi, aziende e livelli di rischio

Ciascun lavoro, nel corso dei secoli, ha sempre avuto un certo livello di problematiche e rischi per la salute di coloro che lo svolgevano. Tra i tanti fattori di rischio in un ambiente dove si svolga un’attività, sia esso una fabbrica oppure un ufficio, vi sono gli incendi. E prevenire la possibilità che questi si sviluppino è un elemento fondamentale in materia di sicurezza sul lavoro Roma o ovunque vi siano ambienti a rischio appunto. Per aiutare inoltre le aziende in questo tipo di prevenzione, sono nate, nel corso degli anni, delle società di consulenza in tale particolare ambito, come è nella Capitale la Us Group.

La normativa nazionale prevede che un’azienda svolga una serie di analisi e valutazione del rischio incendi al fine di prevenirli o, comunque, di limitarne al massimo le conseguenze ed i danni, oltre a predisporre anche dei corsi specifici antincendio per il proprio personale. Questo tipo di corsi variano in base al livello di rischio della stessa azienda e tale grado di pericolosità, a sua volta, è determinato da diversi fattori inerenti l’impresa medesima. Di conseguenza, è possibile predisporre una classificazione del livello di rischio di questa (suddivisibile in basso, medio o alto), in base al luogo di lavoro e all’attività svolta.

Luogo di lavoro a rischio d’incendio basso

Sono quegli ambienti in cui vi è presenza di sostanze o materiali con una ridotta percentuale di infiammabilità ed in cui le condizioni dell’attività offrono esigue o limitate possibilità di sviluppo o propagazione di un incendio.

Luogo di lavoro a rischio d’incendio medio

Sono considerati quegli ambienti nei quali sono presenti sostanze infiammabili e condizioni di attività che possono favorire un incendio, anche se la sua propagazione e diffusione è alquanto limitata. Un esempio possono essere quei cantieri temporanei in cui sono custodite o si utilizzano sostanze infiammabili o vere e proprie fiamme libere.

Luogo di lavoro a rischio d’incendio alto

In tali ambienti vi è la presenza di sostanze o materiali ad elevata infiammabilità e nei quali le condizioni dell’attività o dei locali possono favorire, almeno nella sua fase iniziale, la diffusione di un rogo. A questo proposito, diversi sono gli esempi: dagli impianti o laboratori nucleari agli scali aeroportuali, dalle metropolitane alle centrali termoelettriche, dagli impianti di estrazione di olii o gas combustibili alle fabbriche o depositi di esplosivi.

In generale quindi tutti quegli ambienti dove vi sia l’uso di sostanze facilmente infiammabili o vi sia la produzione di elevati livelli calore nelle vicinanze di sostanze combustibili o in cui si manipolino o si depositino elementi chimici o materiali che favoriscano combustioni o emissione di gas ad elevata infiammabilità. In questa categoria rientrano, ad esempio, anche tutti quegli edifici costruiti in legno.

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