Come aprire un poligono o campo da tiro privato

Il possesso di un’arma per scopi sportivi, difensivi o di caccia amatoriale è soggetta, in Italia, a determinate regole ed è necessario l’ottenimento del porto d’armi. Tra il possedere un’arma ed utilizzarla c’è un mondo di conoscenze tecniche e di sicurezza psico-fisica che devono essere costantemente aggiornate, allenate e controllate, per questo è sempre consigliabile la pratica presso i poligoni di tiro.

Ma come si fa ad aprire un poligono privato?

La normativa per l’apertura di un poligono

Le grandi città, oltre ad avere gli spazi, registrano solitamente un numero più alto di possessori di un’arma da fuoco. Roma, sede del CONI e del Governo, ha diversi poligoni in cui esercitarsi per sport, addestramento o per autodifesa, per cui trovare un poligono a Roma è più facile che altrove, ma ciò non significa che sia altrettanto facile ottenere le autorizzazioni necessarie per poter aprire un poligono o campo da tiro.

Le normative vigenti contemplano tra le attività di tiro consentite:

  • Attività sportiva presso le Sezioni dell’U.I.T.S. e associazioni di tiro iscritte a una federazione sportiva affiliata al CONI;
  • Attività di addestramento e di promozione al tiro che si svolgono presso le Sezioni affiliate all’U.I.T.S.;
  • Attività venatoria (caccia) da svolgersi nei luoghi, nei tempi e nelle modalità prescritte dalla Legge n. 157 dell’11 febbraio 1992;
  • Attività di intrattenimento (art. 121 del Reg. T.U.L.P.S.) con riguardo al tiro a volo e tiro con l’arco;
  • Attività libera dei privati con i limiti prescritti dagli articoli 703 del Codice Penale, 57 e 110 del T.U.L.P.S.

Requisiti per l’apertura di un poligono privato

Un campo di tiro privato per essere tale deve essere frequentato da un soggetto unico; per poterlo rendere frequentabile da altre persone pur mantenendo la dicitura “privato” è richiesta la creazione di un’associazione sportiva senza scopo di lucro, di conseguenza chiunque frequenta il campo deve essere un associato, munito di tessera e iscritto sul registro dei soci dell’associazione. In questo modo il campo è privato, ma aperto al pubblico.

All’atto della creazione dell’associazione sportiva occorre dichiarare le finalità delle attività di tiro (con qualsiasi arma comune da sparo sportive, caccia e difesa, da lancio, come archi e balestre, SoftAir). Per creare l’associazione è necessario redigere un atto costitutivo con relativo statuto al quale farà seguito la registrazione presso l’agenzia delle entrate.

Prima di ogni cosa è fondamentale la scelta del sito dove svolgere l’attività e che risponda ai requisiti di sicurezza per ridurre il rischio di incidenti causati da eventuali proiettili vaganti. Il sito ideale è la cava, preferibilmente una cava dismessa in regola con le norme regionali per il recupero ambientale. Oltre alle cave i siti ideali sono gole e depressioni naturali, in ogni caso distanti dal centro abitato. Per conoscere i siti dove poter aprire un poligono ci si può rivolgere all’ufficio di urbanistica del comune. La direzione di tiro non deve essere né parallela né diretta verso una strada pubblica, una ferrovia o autostrada.

Per chi non è possessore del terreno dove allestire il campo, né può acquistarlo, vi è la possibilità del contratto di affitto in comodato d’uso in cui sia chiaramente esplicitata l’attività e le finalità di utilizzo del terreno. Inoltre occorre:

  • Verificare con l’aiuto di un tecnico iscritto all’albo l’esistenza di eventuali vincoli paesaggistici, archeologici, ambientali, idrogeologici e così via;

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